UNICOBAS:URGENTE:VOGLIONO IMPEDIRE I RICORSI
(anche in allegato: fate circolare!)
Unicobas Scuola
Federazione sindacale dei comitati di base
Segreteria Nazionale
Via Tuscolana, 9 - 00182 Roma
Tel. 06/7026630 – Fax 06/62209306
Email: unicobas.rm@tiscali.it
Sempre più difficile difendersi dalle ingiustizie: si scoraggia il ricorso alla magistratura per cause di lavoro tassando i contenziosi dei dipendenti pubblici e privati
La manovra correttiva di Tremonti (DL 98/2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 155) prevede la sostituzione dell’imposta di bollo con il contributo unificato degli atti giudiziari.
Nemmeno le cause di lavoro sono escluse da questo balzello che si esigerà già dal primo grado di giudizio (saranno esentati solo coloro che hanno un reddito annuo lordo inferiore a 21.256 euro).
Il contributo unificato è legato al valore della causa, cioè al valore delle somme richieste, a titolo di imposta al netto di sanzioni e interessi.
Il contributo, art. 37 comma 6 del DL 98/2011, andrà dai 30 euro per le controversie di valore sino a 2.582 euro fino ai 1.500 euro per le controversie di valore superiore a 200.000 euro.Insomma, per le cause di valore elevato, si passa da un centinaio di euro di marche a 1.500 di contributo.
Questa tassa iniqua porterà 103 milioni di euro nelle casse del Governo
Resi sempre più difficili anche i ricorsi al giudice di pace avverso le mute stradali, pensiamo in particolare a quei comuni che si stanno arricchendo attraverso l’installazione degli autovelox: veri e propri congegni per pedaggio. Infatti è scattato il 6 luglio l’aumento dal 10 al 20 % del contributo unificato che deve essere pagato da chi presenta ricorso al giudice di pace contro una multa stradale
Da oggi chi presenti un ricorso in materia di appalti, anche per importi modestissimi, è tenuto al versamento di un contributo unificato pari a duemila euro, analogo versamento (altri duemila euro) occorre poi effettuare laddove sia necessario presentare motivi aggiunti al ricorso.
Il contributo unificato, vale a dire “quella peculiare tassa dovuta dai soggetti in forza di una esigenza giurisdizionale ovvero di un’attività pubblica richiesta allo Stato”, è così divenuto, in tema di appalti pubblici, l’irragionevole richiesta “fiscale” avanzata dallo Stato, al di là del valore e della rilevanza della causa.
Si addebita al ricorrente un costo - totalmente anticipato - solo perché esercita una legittima facoltà riconosciuta dalla Costituzione.
Questo meccanismo limita l’esercizio del diritto di difesa, tutelato dalla Costituzione.
Coerentemente ai principi di uguaglianza sanciti dall’articolo 3 della Costituzione, il sistema fiscale è informato ai principi di progressività, l’incidenza del prelievo dovrebbe quindi crescere con l’aumentare della ricchezza sulla cui base il prelievo stesso è imposto. È legittima la previsione di un contributo unificato che in maniera del tutto indipendentemente dai principi di progressività grava solo per l’oggetto della causa, e a prescindere dal valore della stessa?
Queste norme pongano una questione di democrazia, perché di fatto rendono molto difficile il controllo di legalità sull’attività della pubblica Amministrazione, in quanto scoraggiano oltre ogni ragionevole misura la tutela giurisdizionale.
Basti pensare all’introduzione del contributo di ben 600 euro per i ricorsi straordinari, che invece erano sino a ieri un mezzo di tutela economico (per quanto lentissimo nei risultati).
Si afferma sempre più il principio che la tutela giurisdizionale è un fastidio per i "manovratori". Ma solo quando proviene dai cittadini per così dire "più piccoli", e non certo quando è collegata ai grossi affari. Insomma, questa manovra impone l’idea che la giustizia è solo al servizio dei ricchi e dei potenti.
Ed invece sono proprio i più deboli ad aver più bisogno del servizio della giustizia, perché non possono tutelare i propri interessi con la forza del denaro o delle conoscenze influenti, né con lo scambio di favori.
Mailbombing:
invia subito la tua protesta contro questa ingiustizia!
Copia il messaggio che segue e invia una mail agli indirizzi dei componenti della Commissione Bilancio del Senato
Indirizza a:azzollini_a@posta.senato.it, agostini_m@posta.senato.it, garavaglia_massimo@posta.senato.it, lusi_l@posta.senato.it, carloni_a@posta.senato.it, deangelis_c@posta.senato.it, ferrara_m@posta.senato.it, galioto_v@posta.senato.it, fleres_s@posta.senato.it, lenna_v@posta.senato.it, lumia_g@posta.senato.it, mascitelli_a@posta.senato.it, milana_r@posta.senato.it, morando_a@posta.senato.it, vaccari_g@posta.senato.it, latronico_c@posta.senato.it, piscitelli_s@posta.senato.it
Oggetto:Protestiamo contro la tassa per le cause di lavoro, di previdenza e assistenza obbligatoria, comma 6 dell’ art. 37 del D.L. 98/2011
Testo:Chiediamo che in sede di conversione del decreto legge 98/1011 la previsione sui costi del processo del lavoro sia definitivamente accantonata. La gratuità dei procedimenti giudiziari in materia di lavoro e di previdenza ed assistenza obbligatorie era rivolta a favorire un accesso agevole alla giustizia per la tutela dei propri diritti da parte dei lavoratori e delle parti deboli del rapporto giuridico considerato.
Con l’introduzione del contributo unificato salta uno dei principi fondanti il diritto del lavoro in questo Paese.
Pretendiamo pertanto lo stralcio del comma 6 dell’ art. 37 del D.L. 98/2011
martedì 12 luglio 2011
martedì 5 luglio 2011
AD AZIENDAM
AD AZIENDAM
Post n°821 pubblicato il 04 Luglio 2011 da exentilocali
http://blog.libero.it/entilocali/
SE QUALCUNO NON L'HA CAPITO , SIAMO STANCHI DI INTERROGAZIONI E LETTERINE (LE LEGGETE NEI POST PRECEDENTI), NELLA RIUNIONE DI ERBA, IL SEGRETARIO PROVINCIALE UIL, GERARDO SALVO, ALMENO CI HA INDICATO QUALCOSA DI PRATICO,
1. PER CHI NON HA MAI PENSATO DI PORTARE LO STATO IN TRIBUNALE, FORSE E' IL MOMENTO DI FARLO ;
2. PER CHI LO HA FATTO ED E' ANCORA IN ATTESA DI SENTENZE, PROVVEDA SUBITO A INFORMARE I GIUDICI DI QUANTO DECISO IN EUROPA;
3. PER CHI SI E' FERMATO ( SPINTO DA MOLTE PARTI A FARLO, COMPRESA LA QUESTIONE ECONOMICA) SIAMO IN ATTESA DI COSA PRESENTARE PER RICHIEDERE UN NUOVO PROCESSO (COSA CHE NON E' POSSIBILE FARE PER LO STESSO MOTIVO).
PER CUI CHIEDIAMO CHE SI FERMINO LE INTERROGAZIONI CHE NON HANNO MAI OTTENUTO UN QUALSIASI RISULTATO, CHE CESSINO LE LETTERINE AI MINISTRI, SOTTOSEGRETARI, CAPI E CAPETTI CHE VISTA LA SERIETA' E LA QUALITA' DELLA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE SONO COME ACQUA FRESCA.
AVETE CAPITO COSA HANNO PROPOSTO IN QUESTI GIORNI? COSA DIRE DELLA LEGGINA AD AZIANDAM CHE HANNO INSERITO NELLA MANOVRA (CHE PAROLONE) CHE CONSENTE A CHI DEVE PAGARE LA MODICA CIFRA CHE VA DAI 20 MILIONI DI EURO IN SU A TITOLO DI RISARCIMENTO IN UN PROCESSO CIVILE DI ASPETTARE AD EFFETTUARE IL RISARCIMENTO FINO ALLA SENTENZA DI CASSAZIONE, A NOI CHE DOVEVAMO MAGARI VERSARE 20 MILA E NON 20 MILIONI QUESTA GENTILEZZA NON E' STATA CONCESSA.
SEMPRE PIU' DISGUSTATO
BUONA SERATA A TUTTI GIUSEPPE
Post n°821 pubblicato il 04 Luglio 2011 da exentilocali
http://blog.libero.it/entilocali/
SE QUALCUNO NON L'HA CAPITO , SIAMO STANCHI DI INTERROGAZIONI E LETTERINE (LE LEGGETE NEI POST PRECEDENTI), NELLA RIUNIONE DI ERBA, IL SEGRETARIO PROVINCIALE UIL, GERARDO SALVO, ALMENO CI HA INDICATO QUALCOSA DI PRATICO,
1. PER CHI NON HA MAI PENSATO DI PORTARE LO STATO IN TRIBUNALE, FORSE E' IL MOMENTO DI FARLO ;
2. PER CHI LO HA FATTO ED E' ANCORA IN ATTESA DI SENTENZE, PROVVEDA SUBITO A INFORMARE I GIUDICI DI QUANTO DECISO IN EUROPA;
3. PER CHI SI E' FERMATO ( SPINTO DA MOLTE PARTI A FARLO, COMPRESA LA QUESTIONE ECONOMICA) SIAMO IN ATTESA DI COSA PRESENTARE PER RICHIEDERE UN NUOVO PROCESSO (COSA CHE NON E' POSSIBILE FARE PER LO STESSO MOTIVO).
PER CUI CHIEDIAMO CHE SI FERMINO LE INTERROGAZIONI CHE NON HANNO MAI OTTENUTO UN QUALSIASI RISULTATO, CHE CESSINO LE LETTERINE AI MINISTRI, SOTTOSEGRETARI, CAPI E CAPETTI CHE VISTA LA SERIETA' E LA QUALITA' DELLA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE SONO COME ACQUA FRESCA.
AVETE CAPITO COSA HANNO PROPOSTO IN QUESTI GIORNI? COSA DIRE DELLA LEGGINA AD AZIANDAM CHE HANNO INSERITO NELLA MANOVRA (CHE PAROLONE) CHE CONSENTE A CHI DEVE PAGARE LA MODICA CIFRA CHE VA DAI 20 MILIONI DI EURO IN SU A TITOLO DI RISARCIMENTO IN UN PROCESSO CIVILE DI ASPETTARE AD EFFETTUARE IL RISARCIMENTO FINO ALLA SENTENZA DI CASSAZIONE, A NOI CHE DOVEVAMO MAGARI VERSARE 20 MILA E NON 20 MILIONI QUESTA GENTILEZZA NON E' STATA CONCESSA.
SEMPRE PIU' DISGUSTATO
BUONA SERATA A TUTTI GIUSEPPE
giovedì 30 giugno 2011
LETTERA SNALS AL GOVERNO
Il Segretario Generale, al fine di porre in essere ogni azione utile per addivenire alla soluzione per il personale ATA transitato dagli EE.LL. allo Stato, giusta sentenza della Corte Europea dei diritti umani del 7/6 u.s., ha inoltrato agli organi competenti la nota che di seguito riportiamo.
Al Ministro dell´Istruzione Università e della Ricerca
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente del SenatoAl Presidente della Camera dei Deputati
Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari di Camera e Senato
LORO SEDI
Oggetto: Attuazione della Sentenza della Corte Europea dei diritti umani del 7/6/2011.
Come è noto, la Corte Europea si è pronunciata in senso favorevole, accogliendo il ricorso proposto da alcuni lavoratori appartenenti al personale ATA della scuola, transitati dagli Enti Locali allo Stato a norma della Legge n. 124/99, che avevano lamentato la violazione dell´art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell´Uomo (CEDU).In buona sostanza, è stato accertato dalla Corte che lo Stato italiano - con la c.d. legge di interpretazione autentica (Legge Finanziaria del 2006) che ha interpretato l´art. 8 della Legge n. 124/1999 nel senso di non riconoscere l´intera anzianità pregressa maturata presso l´ente di provenienza - ha violato i diritti dei lavoratori Ata, amministrativi, tecnici e ausiliari.I giudici di Strasburgo hanno accolto il ricorso di centoventotto dipendenti Ata, affermando che le autorità italiane non potevano emanare una legge retroattiva in corso di causa in contrasto con l´articolo 6 della Convenzione Europea, che invece garantisce il diritto al giusto processo.Secondo la Corte Europea dei Diritti dell´Uomo, la manovra del governo era stata varata per salvaguardare le casse dello Stato, minacciate dai numerosi ricorsi vinti da parte del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola.
La sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, nel frattempo la Corte di Strasburgo ha invitato le parti a trovare un accordo, piuttosto che stabilire un risarcimento per i ricorrenti.Con la presente si richiede di porre in essere ogni azione utile per addivenire alla giusta soluzione per gli interessati.
In attesa di un cortese e celere riscontro si coglie l´occasione per porgere distinti saluti.
Il Segretario Generale(Marco Paolo Nigi)
Al Ministro dell´Istruzione Università e della Ricerca
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente del SenatoAl Presidente della Camera dei Deputati
Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari di Camera e Senato
LORO SEDI
Oggetto: Attuazione della Sentenza della Corte Europea dei diritti umani del 7/6/2011.
Come è noto, la Corte Europea si è pronunciata in senso favorevole, accogliendo il ricorso proposto da alcuni lavoratori appartenenti al personale ATA della scuola, transitati dagli Enti Locali allo Stato a norma della Legge n. 124/99, che avevano lamentato la violazione dell´art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell´Uomo (CEDU).In buona sostanza, è stato accertato dalla Corte che lo Stato italiano - con la c.d. legge di interpretazione autentica (Legge Finanziaria del 2006) che ha interpretato l´art. 8 della Legge n. 124/1999 nel senso di non riconoscere l´intera anzianità pregressa maturata presso l´ente di provenienza - ha violato i diritti dei lavoratori Ata, amministrativi, tecnici e ausiliari.I giudici di Strasburgo hanno accolto il ricorso di centoventotto dipendenti Ata, affermando che le autorità italiane non potevano emanare una legge retroattiva in corso di causa in contrasto con l´articolo 6 della Convenzione Europea, che invece garantisce il diritto al giusto processo.Secondo la Corte Europea dei Diritti dell´Uomo, la manovra del governo era stata varata per salvaguardare le casse dello Stato, minacciate dai numerosi ricorsi vinti da parte del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola.
La sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, nel frattempo la Corte di Strasburgo ha invitato le parti a trovare un accordo, piuttosto che stabilire un risarcimento per i ricorrenti.Con la presente si richiede di porre in essere ogni azione utile per addivenire alla giusta soluzione per gli interessati.
In attesa di un cortese e celere riscontro si coglie l´occasione per porgere distinti saluti.
Il Segretario Generale(Marco Paolo Nigi)
lunedì 27 giugno 2011
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
UNICOBAS:INTERROGAZIONE ATA EX EELL
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
De Pasquale, Ghizzoni (PD) - Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Per sapere - premesso che:
Il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (in sigla Ata) delle scuole che lavorava alle dipendenze degli Enti locali passò alle dipendenze dello Stato per effetto della legge 124/99. Il passaggio garantiva ai lavoratori il riconoscimento delle anzianità maturate e l’inquadramento nelle qualifiche corrispondenti.
Un accordo tra Aran e sindacati (stipulato nel luglio 2000) regolò l’inquadramento di questo personale nei nuovi profili statali (Ccnl scuola). Ma l’amministrazione non volle riconoscere le anzianità maturate alle dipendenze degli Enti Locali.
Come era prevedibile partirono i ricorsi. I giudici del lavoro, le Corti d’Appello e la Corte di Cassazione diedero ragione ai lavoratori ricorrenti nella quasi totalità dei casi. Nel 2005, 5 anni dopo il trasferimento dei lavoratori e dopo una giurisprudenza della Suprema Corte a loro favore, la legge finanziaria 2006 (266/05), al comma 218, fornisce un’interpretazione autentica dell’art. 8 della legge 124/99 che, con effetto retroattivo, nega il riconoscimento delle anzianità maturate, annullando di fatto gli effetti delle sentenze favorevoli ai lavoratori.
Nel 2007 la Corte Costituzionale ha ravvisato la legittimità del sopra menzionato comma 218.
In conseguenza della nuova legge, la Cassazione, nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti ha dato torto ai lavoratori.
Con una sentenza emessa il 7 giugno u.s. la Corte europea dei diritti umani ha riconosciuto che in seguito al comma 218 della legge 266/05 i lavoratori si sono visti negare il diritto a un giusto processo, quindi lo Stato italiano ha violato l’articolo 6, comma 1 della Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Inoltre la giurisprudenza a loro favorevole fino a quel momento aveva fatto maturare in essi “un legittimo affidamento”, l’aspettativa di avere soddisfazione. La Corte ha respinto tutti gli argomenti presentati dal Governo, compreso il richiamo alla causa di utilità pubblica come giustificazione dell’ingerenza della legge nella giurisprudenza.
Si tratta quindi di una vicenda lunga 12 anni che riguarda moltissimi lavoratori della scuola che hanno subito un’ingiustizia per cui la Corte europea dei diritti umani ha pochi giorni fa condannato l’Italia, imponendole di trovare una soluzione.
Già a suo tempo la legge finanziaria 2008 (L. 244/2007) aveva indicato una strada per sanare questa grave ingiustizia, un percorso che oggi andrebbe ripreso in considerazione: lo stanziamento di fondi ad hoc per trovare una soluzione per il riconoscimento delle anzianità del personale transitato dagli EE.LL.
Ora, poiché le sentenze della Corte sono vincolanti per gli Stati, il Governo italiano dovrà trovare in brevissimo tempo una soluzione.
:-
Si chiede di conoscere, prima di tutto quale sia il numero di dipendenti interessati dalla problematica indicata nelle premesse e quali le loro anzianità, dati che, all’interrogante, risultano già in possesso di questo Ministero a seguito di una rilevazione/monitoraggio effettuata dallo Stesso.
Si chiede di conoscere inoltre in che modo il Ministro intenda dare esecuzione alla sentenza della Corte europea dei diritti umani, anche al fine di sanare questa macroscopica ingiustizia subita da migliaia di lavoratori della scuola, ingiustizia , per porre fine alla quale, il Partito Democratico ha, nel corso dei te anni trascorsi, presentato numerosi ordini del giorno, oltre naturalmente a numerose proposte emendative ad altrettanto numerosi provvedimenti di legge che questo Governo ha sempre respinto, ordini del giorno regolarmente accolti dal Governo ma ai quali non è stata mai data attuazione.
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
De Pasquale, Ghizzoni (PD) - Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Per sapere - premesso che:
Il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (in sigla Ata) delle scuole che lavorava alle dipendenze degli Enti locali passò alle dipendenze dello Stato per effetto della legge 124/99. Il passaggio garantiva ai lavoratori il riconoscimento delle anzianità maturate e l’inquadramento nelle qualifiche corrispondenti.
Un accordo tra Aran e sindacati (stipulato nel luglio 2000) regolò l’inquadramento di questo personale nei nuovi profili statali (Ccnl scuola). Ma l’amministrazione non volle riconoscere le anzianità maturate alle dipendenze degli Enti Locali.
Come era prevedibile partirono i ricorsi. I giudici del lavoro, le Corti d’Appello e la Corte di Cassazione diedero ragione ai lavoratori ricorrenti nella quasi totalità dei casi. Nel 2005, 5 anni dopo il trasferimento dei lavoratori e dopo una giurisprudenza della Suprema Corte a loro favore, la legge finanziaria 2006 (266/05), al comma 218, fornisce un’interpretazione autentica dell’art. 8 della legge 124/99 che, con effetto retroattivo, nega il riconoscimento delle anzianità maturate, annullando di fatto gli effetti delle sentenze favorevoli ai lavoratori.
Nel 2007 la Corte Costituzionale ha ravvisato la legittimità del sopra menzionato comma 218.
In conseguenza della nuova legge, la Cassazione, nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti ha dato torto ai lavoratori.
Con una sentenza emessa il 7 giugno u.s. la Corte europea dei diritti umani ha riconosciuto che in seguito al comma 218 della legge 266/05 i lavoratori si sono visti negare il diritto a un giusto processo, quindi lo Stato italiano ha violato l’articolo 6, comma 1 della Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Inoltre la giurisprudenza a loro favorevole fino a quel momento aveva fatto maturare in essi “un legittimo affidamento”, l’aspettativa di avere soddisfazione. La Corte ha respinto tutti gli argomenti presentati dal Governo, compreso il richiamo alla causa di utilità pubblica come giustificazione dell’ingerenza della legge nella giurisprudenza.
Si tratta quindi di una vicenda lunga 12 anni che riguarda moltissimi lavoratori della scuola che hanno subito un’ingiustizia per cui la Corte europea dei diritti umani ha pochi giorni fa condannato l’Italia, imponendole di trovare una soluzione.
Già a suo tempo la legge finanziaria 2008 (L. 244/2007) aveva indicato una strada per sanare questa grave ingiustizia, un percorso che oggi andrebbe ripreso in considerazione: lo stanziamento di fondi ad hoc per trovare una soluzione per il riconoscimento delle anzianità del personale transitato dagli EE.LL.
Ora, poiché le sentenze della Corte sono vincolanti per gli Stati, il Governo italiano dovrà trovare in brevissimo tempo una soluzione.
:-
Si chiede di conoscere, prima di tutto quale sia il numero di dipendenti interessati dalla problematica indicata nelle premesse e quali le loro anzianità, dati che, all’interrogante, risultano già in possesso di questo Ministero a seguito di una rilevazione/monitoraggio effettuata dallo Stesso.
Si chiede di conoscere inoltre in che modo il Ministro intenda dare esecuzione alla sentenza della Corte europea dei diritti umani, anche al fine di sanare questa macroscopica ingiustizia subita da migliaia di lavoratori della scuola, ingiustizia , per porre fine alla quale, il Partito Democratico ha, nel corso dei te anni trascorsi, presentato numerosi ordini del giorno, oltre naturalmente a numerose proposte emendative ad altrettanto numerosi provvedimenti di legge che questo Governo ha sempre respinto, ordini del giorno regolarmente accolti dal Governo ma ai quali non è stata mai data attuazione.
venerdì 24 giugno 2011
MAIL DI ENZO LO VERSO AI COLLEGHI
Per opportuna conoscenza invio in allegato sentenza della corte di giustizia dei diritti dell'uomo da allegare nei gradi di giudizio in corso.
Troverete anche le considerazioni dell'avvocato Sullam di Milano che cura i nostri interessi.
Se leggete le considerazioni scopriamo che tanti nostri colleghi nonostante la sentenza europea (che diventerà ESECUTIVA AL 7 SETTEMBRE 2011) NON ci sarà più nulla da fare se non ci sarà UN INTERVENTO DEL LEGISLATORE ITALIANO.
Ora credo che sia giunto il momento di farci risentire (Come poi ci consiglia l'avvocato nel 'ultimo capoverso) cito testualmente :Per ottenere un risultato su questo terreno, è indispensabile l’organizzazione e la mobilitazione diretta dei lavoratori ATA ex EE.LL.
Quindi chiedo a tutti di fare delle pressioni ai nostri sindacati chiedendo subito a settembre delle assemblee ed dare la nostra adesione come COMITATO NAZIONALE ad intraprendere di nuovo delle forme di lotta.
Il gruppo esistente di facebook del Comitato Nazionale
https://www.facebook.com/group.php?gid=51684511965&ref=mf
ha effettuato un sondaggio (ancora aperto ) che indica chiaramente di intraprendere una forte mobilitazione questo autunno supportando i Sindacati per risolvere la nostra situazione con una nostra piccola delegazione alle trattative .(almeno spero)
Invito a chi non lo avesse ancora fatto d’aderire al gruppo privato nato su face book per scambiarsi opinioni,documenti e per organizzare al meglio la protesta.
Resta inteso che i nostri 2 blog daranno sempre un grande supporto d’informazioni a tutti i colleghi che purtroppo non riusciamo ad arrivare.
(PS= carlo e tre volte che ti chiamo hai cambiato numero o sei passato a miglior vita?....scherzo ne....)
enzo
Blog : http://blog.libero.it/entilocali/
Blog : http://angolo-ata.blogspot.com/
dichiarazione flc
http://www.flcgil.it/scuola/ata/ata-ex-enti-locali-la-corte-
europea-condanna-l-italia.flc
UIL : http://www.uil.it/uilscuola/node/1412
Snals
http://www.snals.it/Page.asp?Doc=Comunicato%20Az_2%20_del%2016_6_11_.pdf&Classe=collUnSpread&Articolo=7&Tab=1
Troverete anche le considerazioni dell'avvocato Sullam di Milano che cura i nostri interessi.
Se leggete le considerazioni scopriamo che tanti nostri colleghi nonostante la sentenza europea (che diventerà ESECUTIVA AL 7 SETTEMBRE 2011) NON ci sarà più nulla da fare se non ci sarà UN INTERVENTO DEL LEGISLATORE ITALIANO.
Ora credo che sia giunto il momento di farci risentire (Come poi ci consiglia l'avvocato nel 'ultimo capoverso) cito testualmente :Per ottenere un risultato su questo terreno, è indispensabile l’organizzazione e la mobilitazione diretta dei lavoratori ATA ex EE.LL.
Quindi chiedo a tutti di fare delle pressioni ai nostri sindacati chiedendo subito a settembre delle assemblee ed dare la nostra adesione come COMITATO NAZIONALE ad intraprendere di nuovo delle forme di lotta.
Il gruppo esistente di facebook del Comitato Nazionale
https://www.facebook.com/group.php?gid=51684511965&ref=mf
ha effettuato un sondaggio (ancora aperto ) che indica chiaramente di intraprendere una forte mobilitazione questo autunno supportando i Sindacati per risolvere la nostra situazione con una nostra piccola delegazione alle trattative .(almeno spero)
Invito a chi non lo avesse ancora fatto d’aderire al gruppo privato nato su face book per scambiarsi opinioni,documenti e per organizzare al meglio la protesta.
Resta inteso che i nostri 2 blog daranno sempre un grande supporto d’informazioni a tutti i colleghi che purtroppo non riusciamo ad arrivare.
(PS= carlo e tre volte che ti chiamo hai cambiato numero o sei passato a miglior vita?....scherzo ne....)
enzo
Blog : http://blog.libero.it/entilocali/
Blog : http://angolo-ata.blogspot.com/
dichiarazione flc
http://www.flcgil.it/scuola/ata/ata-ex-enti-locali-la-corte-
europea-condanna-l-italia.flc
UIL : http://www.uil.it/uilscuola/node/1412
Snals
http://www.snals.it/Page.asp?Doc=Comunicato%20Az_2%20_del%2016_6_11_.pdf&Classe=collUnSpread&Articolo=7&Tab=1
ANCHE LA UIL DICE LA SUA
Sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo PERSONALE ATA EX EE.LL.
La Uil attiva l’ufficio legale e conferma l’impegno per una soluzione contrattuale
Da fonti giornalistiche apprendiamo che la Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo con sentenza del 7 giugno 2011 ha condannato l’Italia per violazione degli articoli 6 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e dell’art. 1 del protocollo n. 1 della Convenzione l'Italia per il mancato riconoscimento, ai fini retributivi, dell'anzianità maturata dal personale Ata trasferito dagli enti locali allo Stato, con la legge 124 del 1999. La Corte ha invitato le parti a trovare una soluzione transattiva sul risarcimento del danno spettante ai lavoratori, rinviando la sentenza definitiva, in mancanza di accordi, ad altra udienza. Questo pronunciamento, dunque, non avrà effetti immediati, considerato che rinvia la soluzione ad una eventuale intesa tra le parti.
La Uil Scuola
- Segue attentamente, attraverso l'Ufficio Legane Nazionale la questione per valutare eventuali margini di intervento giurisdizionale.- Conferma il proprio impegno per una soluzione contrattuale
La vicenda dell’inquadramento del personale scolastico transitato dagli Enti Locali per effetto della legge 124 del 1999, si è sviluppata negli anni in diverse fasi. Questo personale che dipendeva da Comuni e Province è passato dagli enti di provenienza alle dipendenze dello Sato, continuando a svolgere le medesime mansioni, spesso nei medesimi luoghi di lavoro. La legge prevedeva un primo inquadramento con lo stipendio in godimento e successivamente una ricostruzione di carriera, che l’amministrazione ha sempre effettuato, per contenere la spesa, in modo sfavorevole nei confronti dei transitati. Questo atteggiamento ha prodotto un contenzioso colossale. All’inizio le sentenze dei giudici confermate dalla Cassazione hanno riconosciuto ai ricorrenti tutta l’anzianità pregressa maturata prima del passaggio allo Stato. Poi la legge finanziaria 2006, della quale la Corte Costituzionale ha riconosciuto la legittimità, ha stabilito che l’art. 8 della legge 124 del 1999 deve essere interpretato nel senso che al personale Ata ed Itp proveniente dagli Enti Locali l’anzianità nei ruoli dello Stato è riconosciuta in riferimento al “maturato economico”. Dunque la questione, chiusa dal punto di vista giurisdizionale, resta irrisolta per i lavoratori coinvolti che protestano a ragione, non vedendo vie di uscita.
Attraverso l’azione sindacale siamo riusciti ad ottenere un riscontro in un ordine del giorno della finanziaria 2008, che rinvia la soluzione alla contrattazione. Nel nostro documento del 30 giugno 2009 che traccia linee rivendicative per l’apertura del negoziato contrattuale del Personale della Scuola, indirizzato all’Aran ed ai Ministri Gelmini e Brunetta abbiamo posto, come nodo problematico, la questione dell’inquadramento economico del personale ex Enti Locali. Il pronunciamento definitivo della Corte di Giustizia Europea potrebbe rappresentare l’elemento per indurre il Governo, la politica e la contrattazione ad affrontare e risolvere questa complicata vicenda.
La Uil attiva l’ufficio legale e conferma l’impegno per una soluzione contrattuale
Da fonti giornalistiche apprendiamo che la Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo con sentenza del 7 giugno 2011 ha condannato l’Italia per violazione degli articoli 6 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo e dell’art. 1 del protocollo n. 1 della Convenzione l'Italia per il mancato riconoscimento, ai fini retributivi, dell'anzianità maturata dal personale Ata trasferito dagli enti locali allo Stato, con la legge 124 del 1999. La Corte ha invitato le parti a trovare una soluzione transattiva sul risarcimento del danno spettante ai lavoratori, rinviando la sentenza definitiva, in mancanza di accordi, ad altra udienza. Questo pronunciamento, dunque, non avrà effetti immediati, considerato che rinvia la soluzione ad una eventuale intesa tra le parti.
La Uil Scuola
- Segue attentamente, attraverso l'Ufficio Legane Nazionale la questione per valutare eventuali margini di intervento giurisdizionale.- Conferma il proprio impegno per una soluzione contrattuale
La vicenda dell’inquadramento del personale scolastico transitato dagli Enti Locali per effetto della legge 124 del 1999, si è sviluppata negli anni in diverse fasi. Questo personale che dipendeva da Comuni e Province è passato dagli enti di provenienza alle dipendenze dello Sato, continuando a svolgere le medesime mansioni, spesso nei medesimi luoghi di lavoro. La legge prevedeva un primo inquadramento con lo stipendio in godimento e successivamente una ricostruzione di carriera, che l’amministrazione ha sempre effettuato, per contenere la spesa, in modo sfavorevole nei confronti dei transitati. Questo atteggiamento ha prodotto un contenzioso colossale. All’inizio le sentenze dei giudici confermate dalla Cassazione hanno riconosciuto ai ricorrenti tutta l’anzianità pregressa maturata prima del passaggio allo Stato. Poi la legge finanziaria 2006, della quale la Corte Costituzionale ha riconosciuto la legittimità, ha stabilito che l’art. 8 della legge 124 del 1999 deve essere interpretato nel senso che al personale Ata ed Itp proveniente dagli Enti Locali l’anzianità nei ruoli dello Stato è riconosciuta in riferimento al “maturato economico”. Dunque la questione, chiusa dal punto di vista giurisdizionale, resta irrisolta per i lavoratori coinvolti che protestano a ragione, non vedendo vie di uscita.
Attraverso l’azione sindacale siamo riusciti ad ottenere un riscontro in un ordine del giorno della finanziaria 2008, che rinvia la soluzione alla contrattazione. Nel nostro documento del 30 giugno 2009 che traccia linee rivendicative per l’apertura del negoziato contrattuale del Personale della Scuola, indirizzato all’Aran ed ai Ministri Gelmini e Brunetta abbiamo posto, come nodo problematico, la questione dell’inquadramento economico del personale ex Enti Locali. Il pronunciamento definitivo della Corte di Giustizia Europea potrebbe rappresentare l’elemento per indurre il Governo, la politica e la contrattazione ad affrontare e risolvere questa complicata vicenda.
mercoledì 22 giugno 2011
ASSEMBLEA
DAL BLOG
Post n°813 pubblicato il 22 Giugno 2011 da exentilocali
ASSEMBLEA PER TUTTO IL PERSONALE PROVENIENTE DAGLI ENTI LOCALI
PRESSO IL LICEO SCIENTIFICO DI ERBA (CO)
VIA VOLONTARI DELLA LIBERTA' 18
IL GIORNO 29 GIUGNO 2011
DALLE ORE 9.00 ALLE ORE ALLE 11.00
INDETTA DALLA UIL SCUOLA DI COMO
O.D.G.
PROSPETTIVE PER LA RISOLUZIONE DELLA CONTROVERSIA ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA
PIU' SIAMO MEGLIO E'
PRESSO IL LICEO SCIENTIFICO DI ERBA (CO)
VIA VOLONTARI DELLA LIBERTA' 18
IL GIORNO 29 GIUGNO 2011
DALLE ORE 9.00 ALLE ORE ALLE 11.00
INDETTA DALLA UIL SCUOLA DI COMO
O.D.G.
PROSPETTIVE PER LA RISOLUZIONE DELLA CONTROVERSIA ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA
PIU' SIAMO MEGLIO E'
Iscriviti a:
Post (Atom)