ANCHE NELLA VICENDA DELLA MOBILITA' PROFESSIONALE DEL PERSONALE ATA, LA FLC CGIL ANCORA UNA VOLTA MANIFESTA UNA AMBIGUITA' AI LIMITI DELLA DECENZA. INFATTI NEL SITO DELLA FLC CGIL E' STATA PUBBLICATA UNA NOTA CON LA QUALE IL SINDACATO RIVENDICA NEI CONFRONTI DEL MIUR IL DIRITTO DEI VINCITORI DI CONCORSO AD ESSERE IMMESSI IN RUOLO CON DECORRENZA GIURIDICA ED ECONOMICA DAL 1.9.2010 E ALLO STESSO TEMPO IL DIRITTO DEI PRECARI A CONSERVARE IL POSTO MOMENTANEAMENTE OCCUPATO. E' EVIDENTE CHE LA STRATEGIA DEL DIFENDERE TUTTI PER NON DIFENDERE NESSUNO NON HA MAI FUNZIONATO IN NESSUNA CIRCOSTANZA,A COMICIARE DALLA VERTENZA DEGLI EX EE.LL. E PER FINIRE AL PROFILO C ( COORDINATORI AMMINISTRAIVI E TECNICI ), LA FLC CGIL CHIEDEVA NUOVI POSTI IN AGGIUNTA A QUELLI GIA' PREVISTI IN ORGANICO PER GLI A.A E A.T.
CON QUESTO MODO DI AGIRE LA FLC CGIL CONTINUA AD OFFENDERE L'INTELLIGENZA DEI LAVORATORI.
Roberto De Cristofaro.
giovedì 30 settembre 2010
giovedì 23 settembre 2010
LA PAROLA E' PAROLA
DAL BLOG http://blog.libero.it/entilocali/view.php?ssonc=1021824093
Post n°767 pubblicato il 23 Settembre 2010 da exentilocali
CHISSA' COSA HANNO VOTATO IERI ALLA CAMERA I LEGHISTI CHE TANTO ANDAVANO SBRAITANDO CONTRO IL MALCOSTUME POLITICO DEL SUD ?
Il sottosegretario "ONOREVOLE" Cosentino era colui che poco tempo fa aveva promesso all'onorevole Rivolta che avrebbe fatto di tutto per fermare almeno i rimborsi, due giorni fa aveva detto che avrebbe chiesto lui al parlamento di autorizzare le intercettazioni "tanto sono irrilevanti".
UOMINI tutti di un pezzo.
La Camera si schiera con Cosentinol'Aula dice no alle intercettazioni
L'ex sottosegretario, accusato di essere vicino ad ambiente camorristici, ha avuto 308 voti favorevoli e 285 contrari. Dodici i franchi tiratori. Bocchino: "Sono nel centrosinistra". Il governo: "La maggioranza c'è anche senza i finiani". Ma Maroni: "Del voto segreto non mi fido". Bersani: "Indecoroso, e Lega complice". Il 29 settembre il discorso di Berlusconi
Post n°767 pubblicato il 23 Settembre 2010 da exentilocali
CHISSA' COSA HANNO VOTATO IERI ALLA CAMERA I LEGHISTI CHE TANTO ANDAVANO SBRAITANDO CONTRO IL MALCOSTUME POLITICO DEL SUD ?
Il sottosegretario "ONOREVOLE" Cosentino era colui che poco tempo fa aveva promesso all'onorevole Rivolta che avrebbe fatto di tutto per fermare almeno i rimborsi, due giorni fa aveva detto che avrebbe chiesto lui al parlamento di autorizzare le intercettazioni "tanto sono irrilevanti".
UOMINI tutti di un pezzo.
La Camera si schiera con Cosentinol'Aula dice no alle intercettazioni
L'ex sottosegretario, accusato di essere vicino ad ambiente camorristici, ha avuto 308 voti favorevoli e 285 contrari. Dodici i franchi tiratori. Bocchino: "Sono nel centrosinistra". Il governo: "La maggioranza c'è anche senza i finiani". Ma Maroni: "Del voto segreto non mi fido". Bersani: "Indecoroso, e Lega complice". Il 29 settembre il discorso di Berlusconi
mercoledì 15 settembre 2010
BEFFATI
DA BLOG http://blog.libero.it/entilocali/view.php?ssonc=1674263690
Post n°761 pubblicato il 14 Settembre 2010 da exentilocali
EX ENTI LOCALI… LAVORATORI IN 10 ANNI BEFFATI DALLA POLITICA E SINDACATI.. NEI PRIMI 5 ANNI LA CASSAZIONE CI DA RAGIONE… DOPO LA FINANZIARIA 2006 NO! LAVORATORI DI SERIE A-B-C-D FINO ALLA Z.. ALTRO CHE PROCESSO BREVE.. BERLUSCONI-PRODI E CISL-UIL-CGIL VERGOGNA!
lavoratori ex enti locali, polemiche e ricorsi infiniti. Fa discutere la sentenza della Corte Costituzionale che ha di fatto avallato l’accordo sottoscritto tra sindacati e Miur sull’azzeramento della posizione stipendiali dei 70.000 dipendenti confluiti negli organici della scuola non finisce qui. E si attende anche il parere della Suprema Corte Europea. Si torna a parlare, con toni polemici e minacce di ricorsi, della vicenda delle decine di migliaia di lavoratori degli ex enti locali “assorbiti” oramai quasi dieci anni fa negli istituti scolastici per svolgere mansioni da Ata e da insegnanti tecnico-pratico: a scatenare le reazioni stavolta è stata una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 311/2009) che ha di fatto avallato l’accordo sottoscritto tra sindacati e Miur sull’azzeramento della posizione stipendiali dei lavoratori confluiti negli organici della scuola.Non tutti i sindacati hanno però firmato quell’accordo. Alcuni, anzi, hanno intrapreso azioni legali. Come l’Unicobas, che appreso della sentenza, ha fatto sapere di aver immediatamente incaricato i propri legali per decidere le prossime “mosse”. quello che sta accadendo corrisponde ad un “arbitrio assoluto, reso possibile anche dall’insipienza dei sindacati autonomi della scuola e dall’aperta connivenza dei sindacati Confederali, artefici dell’accordo-truffa che ha azzerato l’anzianità di servizio maturata“. In questi anni i lavoratori si sono autocostituiti in un Coordinamento nazionale Ata e Itp ex EE.LL., con lo scopo di rilanciare le iniziative di lotta per il riconoscimento di un diritto costituzionale negato. Ora però la fondatezza di costituzionalità rappresenta un “duro” colpo.“Questa sentenza ci fa vergognare di appartenere ad un Paese dove la giustizia è solo un gioco, gestito sul tavolo ‘bipartisan’ di maggioranze di governo e false opposizioni”. Della vicenda si sta occupando anche la Suprema Corte Europea, sollecitata sempre dai sindacati: “vedremo se anche la Ue, ma sarà difficile sia scesa al medesimo livello, si è per caso ‘italianizzata’”. Come noto, il danno economico per i lavoratori coinvolti è notevole: ci sono in ballo diverse centinaia di euro al mese. Forse va ricordato alla “classe politica italiana l’esistenza di una sottocategoria di lavoratori a tempo indeterminato che nel pubblico impiego, non nei call centers, con 20 e più anni di anzianità di servizio, percepiscono salari di 900 euro mensili proprio per responsabilità precipua di chi ha partorito, e mai modificato, il comma 218 della legge finanziaria 2006, la quale ha stravolto l’iter giudiziario dei ricorsi, sino alle ben 8 sentenze della Corte di Cassazione del 2005, tutte favorevoli ai lavoratori“. Meglio, allora, prorogare la soluzione. A colpi di sentenze.
Post n°761 pubblicato il 14 Settembre 2010 da exentilocali
EX ENTI LOCALI… LAVORATORI IN 10 ANNI BEFFATI DALLA POLITICA E SINDACATI.. NEI PRIMI 5 ANNI LA CASSAZIONE CI DA RAGIONE… DOPO LA FINANZIARIA 2006 NO! LAVORATORI DI SERIE A-B-C-D FINO ALLA Z.. ALTRO CHE PROCESSO BREVE.. BERLUSCONI-PRODI E CISL-UIL-CGIL VERGOGNA!
lavoratori ex enti locali, polemiche e ricorsi infiniti. Fa discutere la sentenza della Corte Costituzionale che ha di fatto avallato l’accordo sottoscritto tra sindacati e Miur sull’azzeramento della posizione stipendiali dei 70.000 dipendenti confluiti negli organici della scuola non finisce qui. E si attende anche il parere della Suprema Corte Europea. Si torna a parlare, con toni polemici e minacce di ricorsi, della vicenda delle decine di migliaia di lavoratori degli ex enti locali “assorbiti” oramai quasi dieci anni fa negli istituti scolastici per svolgere mansioni da Ata e da insegnanti tecnico-pratico: a scatenare le reazioni stavolta è stata una sentenza della Corte Costituzionale (la n. 311/2009) che ha di fatto avallato l’accordo sottoscritto tra sindacati e Miur sull’azzeramento della posizione stipendiali dei lavoratori confluiti negli organici della scuola.Non tutti i sindacati hanno però firmato quell’accordo. Alcuni, anzi, hanno intrapreso azioni legali. Come l’Unicobas, che appreso della sentenza, ha fatto sapere di aver immediatamente incaricato i propri legali per decidere le prossime “mosse”. quello che sta accadendo corrisponde ad un “arbitrio assoluto, reso possibile anche dall’insipienza dei sindacati autonomi della scuola e dall’aperta connivenza dei sindacati Confederali, artefici dell’accordo-truffa che ha azzerato l’anzianità di servizio maturata“. In questi anni i lavoratori si sono autocostituiti in un Coordinamento nazionale Ata e Itp ex EE.LL., con lo scopo di rilanciare le iniziative di lotta per il riconoscimento di un diritto costituzionale negato. Ora però la fondatezza di costituzionalità rappresenta un “duro” colpo.“Questa sentenza ci fa vergognare di appartenere ad un Paese dove la giustizia è solo un gioco, gestito sul tavolo ‘bipartisan’ di maggioranze di governo e false opposizioni”. Della vicenda si sta occupando anche la Suprema Corte Europea, sollecitata sempre dai sindacati: “vedremo se anche la Ue, ma sarà difficile sia scesa al medesimo livello, si è per caso ‘italianizzata’”. Come noto, il danno economico per i lavoratori coinvolti è notevole: ci sono in ballo diverse centinaia di euro al mese. Forse va ricordato alla “classe politica italiana l’esistenza di una sottocategoria di lavoratori a tempo indeterminato che nel pubblico impiego, non nei call centers, con 20 e più anni di anzianità di servizio, percepiscono salari di 900 euro mensili proprio per responsabilità precipua di chi ha partorito, e mai modificato, il comma 218 della legge finanziaria 2006, la quale ha stravolto l’iter giudiziario dei ricorsi, sino alle ben 8 sentenze della Corte di Cassazione del 2005, tutte favorevoli ai lavoratori“. Meglio, allora, prorogare la soluzione. A colpi di sentenze.
sabato 7 agosto 2010
mercoledì 26 maggio 2010
NOTA DI MARCO DAMASCENI
Questa breve nota ha lo scopo di far circolare una notizia che alcuni già conosceranno, visto che non si riferisce ad un fatto recente, e fare alcune considerazioni.
L´avvocato Sullam, che difende gl´interessi di vari gruppi di ricorrenti, a Milano ma non solo, mi ha comunicato, non molto tempo fa, che a gennaio è stata fatta, da parte della Dott.ssa Bortolaso del Tribunale di Venezia, un´ordinanza di remissione alla Suprema Corte di Giustizia Europea di Bruxelles, da non confondere con la Corte Europea dei Diritti dell´Uomo e delle Libertà Fondamentali di Strasburgo (CEDU).
Sappiamo, infatti, che da tempo è stato depositato presso quest´ultimo tribunale un ricorso, in cui i lavoratori sono patrocinati dallo stesso avvocato Sullam e siamo in attesa che la causa venga discussa; nei mesi scorsi gli avvocati hanno provveduto a depositare ulteriori memorie difensive, dopo che, a febbraio, il Ministero si era costituito in giudizio.
Invece il ricorso di cui parlavo all´inizio è una nuova possibilità che si è aperta. Quale sarà l´esito dei giudizi e il loro effetto sulla controversia è difficile prevedere, perché tutti sappiamo dall´andamento della vicenda di Rete 4 a quali incertezze siano esposte le sentenze emesse dalle corti europee; se non ricordo male, però, Rete 4 era stata condannata ad andare sul satellite anche dalla cassazione ed anche questo divieto era stato aggirato. Conclusione parziale, forse un po´ sbrigativa ma non priva di fondamento: il difetto di efficacia non fu solo della sentenza europea, ma anche di quella emessa dalla magistratura italiana (del resto anche in questo si potrebbe vedere un´analogia con il nostro caso: non c´erano forse otto sentenze positive della Cassazione prima della formulazione del famigerato comma 218?).
Una facile verità che potremmo dedurre è che in questo campo non esistono certezze e non andremmo molto lontano dalla realtà dei fatti; purtroppo, dopo quello che è successo e sta ancora succedendo, mi domando come si possa ancora parlare di certezza del diritto.
Vorrei invece concludere con un´altra idea, anche questa facile facile: è certo che questa ordinanza apre un´altra porta, non sappiamo quanto promettente, ma possiamo immaginare che una eventuale doppia risposta positiva (è chiedere troppo?) per noi da parte di entrambe le corti potrebbe contribuire a riaprire il caso, essendo difficilmente ignorabile dalla magistrature italiana; a maggior ragione dobbiamo valorizzare questo passo se consideriamo che sul versante sindacale è tutto immobile per una sorta di artificiosa "tregua" proclamata da entrambe le parti (ministero e sindacati confederali). E´ uno status quo che aspira a diventare, nelle intenzioni di tutti gli attori istituzionali, definitivo; ma su quest´ultimo punto mi riprometto di tornare, a breve, in una prossima comunicazione.
L´avvocato Sullam, che difende gl´interessi di vari gruppi di ricorrenti, a Milano ma non solo, mi ha comunicato, non molto tempo fa, che a gennaio è stata fatta, da parte della Dott.ssa Bortolaso del Tribunale di Venezia, un´ordinanza di remissione alla Suprema Corte di Giustizia Europea di Bruxelles, da non confondere con la Corte Europea dei Diritti dell´Uomo e delle Libertà Fondamentali di Strasburgo (CEDU).
Sappiamo, infatti, che da tempo è stato depositato presso quest´ultimo tribunale un ricorso, in cui i lavoratori sono patrocinati dallo stesso avvocato Sullam e siamo in attesa che la causa venga discussa; nei mesi scorsi gli avvocati hanno provveduto a depositare ulteriori memorie difensive, dopo che, a febbraio, il Ministero si era costituito in giudizio.
Invece il ricorso di cui parlavo all´inizio è una nuova possibilità che si è aperta. Quale sarà l´esito dei giudizi e il loro effetto sulla controversia è difficile prevedere, perché tutti sappiamo dall´andamento della vicenda di Rete 4 a quali incertezze siano esposte le sentenze emesse dalle corti europee; se non ricordo male, però, Rete 4 era stata condannata ad andare sul satellite anche dalla cassazione ed anche questo divieto era stato aggirato. Conclusione parziale, forse un po´ sbrigativa ma non priva di fondamento: il difetto di efficacia non fu solo della sentenza europea, ma anche di quella emessa dalla magistratura italiana (del resto anche in questo si potrebbe vedere un´analogia con il nostro caso: non c´erano forse otto sentenze positive della Cassazione prima della formulazione del famigerato comma 218?).
Una facile verità che potremmo dedurre è che in questo campo non esistono certezze e non andremmo molto lontano dalla realtà dei fatti; purtroppo, dopo quello che è successo e sta ancora succedendo, mi domando come si possa ancora parlare di certezza del diritto.
Vorrei invece concludere con un´altra idea, anche questa facile facile: è certo che questa ordinanza apre un´altra porta, non sappiamo quanto promettente, ma possiamo immaginare che una eventuale doppia risposta positiva (è chiedere troppo?) per noi da parte di entrambe le corti potrebbe contribuire a riaprire il caso, essendo difficilmente ignorabile dalla magistrature italiana; a maggior ragione dobbiamo valorizzare questo passo se consideriamo che sul versante sindacale è tutto immobile per una sorta di artificiosa "tregua" proclamata da entrambe le parti (ministero e sindacati confederali). E´ uno status quo che aspira a diventare, nelle intenzioni di tutti gli attori istituzionali, definitivo; ma su quest´ultimo punto mi riprometto di tornare, a breve, in una prossima comunicazione.
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