lunedì 27 giugno 2011

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

UNICOBAS:INTERROGAZIONE ATA EX EELL

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

De Pasquale, Ghizzoni (PD) - Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Per sapere - premesso che:

Il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (in sigla Ata) delle scuole che lavorava alle dipendenze degli Enti locali passò alle dipendenze dello Stato per effetto della legge 124/99. Il passaggio garantiva ai lavoratori il riconoscimento delle anzianità maturate e l’inquadramento nelle qualifiche corrispondenti.
Un accordo tra Aran e sindacati (stipulato nel luglio 2000) regolò l’inquadramento di questo personale nei nuovi profili statali (Ccnl scuola). Ma l’amministrazione non volle riconoscere le anzianità maturate alle dipendenze degli Enti Locali.
Come era prevedibile partirono i ricorsi. I giudici del lavoro, le Corti d’Appello e la Corte di Cassazione diedero ragione ai lavoratori ricorrenti nella quasi totalità dei casi. Nel 2005, 5 anni dopo il trasferimento dei lavoratori e dopo una giurisprudenza della Suprema Corte a loro favore, la legge finanziaria 2006 (266/05), al comma 218, fornisce un’interpretazione autentica dell’art. 8 della legge 124/99 che, con effetto retroattivo, nega il riconoscimento delle anzianità maturate, annullando di fatto gli effetti delle sentenze favorevoli ai lavoratori.
Nel 2007 la Corte Costituzionale ha ravvisato la legittimità del sopra menzionato comma 218.
In conseguenza della nuova legge, la Cassazione, nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti ha dato torto ai lavoratori.
Con una sentenza emessa il 7 giugno u.s. la Corte europea dei diritti umani ha riconosciuto che in seguito al comma 218 della legge 266/05 i lavoratori si sono visti negare il diritto a un giusto processo, quindi lo Stato italiano ha violato l’articolo 6, comma 1 della Convenzione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Inoltre la giurisprudenza a loro favorevole fino a quel momento aveva fatto maturare in essi “un legittimo affidamento”, l’aspettativa di avere soddisfazione. La Corte ha respinto tutti gli argomenti presentati dal Governo, compreso il richiamo alla causa di utilità pubblica come giustificazione dell’ingerenza della legge nella giurisprudenza.
Si tratta quindi di una vicenda lunga 12 anni che riguarda moltissimi lavoratori della scuola che hanno subito un’ingiustizia per cui la Corte europea dei diritti umani ha pochi giorni fa condannato l’Italia, imponendole di trovare una soluzione.
Già a suo tempo la legge finanziaria 2008 (L. 244/2007) aveva indicato una strada per sanare questa grave ingiustizia, un percorso che oggi andrebbe ripreso in considerazione: lo stanziamento di fondi ad hoc per trovare una soluzione per il riconoscimento delle anzianità del personale transitato dagli EE.LL.
Ora, poiché le sentenze della Corte sono vincolanti per gli Stati, il Governo italiano dovrà trovare in brevissimo tempo una soluzione.
:-
Si chiede di conoscere, prima di tutto quale sia il numero di dipendenti interessati dalla problematica indicata nelle premesse e quali le loro anzianità, dati che, all’interrogante, risultano già in possesso di questo Ministero a seguito di una rilevazione/monitoraggio effettuata dallo Stesso.
Si chiede di conoscere inoltre in che modo il Ministro intenda dare esecuzione alla sentenza della Corte europea dei diritti umani, anche al fine di sanare questa macroscopica ingiustizia subita da migliaia di lavoratori della scuola, ingiustizia , per porre fine alla quale, il Partito Democratico ha, nel corso dei te anni trascorsi, presentato numerosi ordini del giorno, oltre naturalmente a numerose proposte emendative ad altrettanto numerosi provvedimenti di legge che questo Governo ha sempre respinto, ordini del giorno regolarmente accolti dal Governo ma ai quali non è stata mai data attuazione.

4 commenti:

MICHELE ha detto...

Non so se chiedo troppo, ma vorrei sapere quanto tempo ci vuole ancora per sapere di che morte dobbiamo morire, anche se attualmente con quello che ci tolgono tutti i mesi fino ad arrivare a circa settemila euro , per quello che mi riguarda, siamo già in prognosi riservata, ma soprattuto, vorrei che si mettesse fine a questa, chiamiamola "ingiustizia" per non essere volgare, in modo da farci lavorare come meglio sappiamo fare. Ma questi signori lo sanno come si campa con 1000 euro al mese, lo sanno che le nostre competenze sono aumentate a dismisura dall'anno 2000, lo sanno che tutti gli appartenenti alla sesta qualifica sono stati tutti rapportati alla quarta, come dire che il professore di italiano lo mettiamo a fare il bidello, con tutto il rispetto per la categoria. Questi stanno calpestando tutti i diritti che i nostri nonni con le loro battaglie hanno conquistato, stiamo ritornando al vecchio regime. Ragazzi svegliamoci, sindacati tutti non tacete, non chiudete gli occhi, perchè oggi è toccato a noi, domani potrebbe toccare a qualcun'altro. Speriamo bene.

lamarypha ha detto...

Dall'1-1-2000, ho avuto una progressione di carriera all'incontrario, infatti la cricca al potere, mi ha sottratto qualcosa come 15 anni di servizio prestasto come docente. Per fortuna che un organismo della Giustizia Europea ha ristabilito il principio della Certezza del Diritto, gravemente calpestata con il comma 218.

Anonimo ha detto...

prima di tutto grazie a voi tutti,sono un guerrini faccio parte del personale ata,questa mattina ho parlato con l'ufficio legale del sindacato e mi anno detto che il governo può anche fare orecchie da mercante nonostante la sentenza della corte dei diritti dell'uomo,voi cosa sapete di più certo grazie.mia mail guerrini.giuseppe@virgilio.it rimango in attesa di notizie ciao

Anonimo ha detto...

risposta all'interrogazione De pasquale Ghizzoni dell'onorevole Pizza(per il ministero)...

5-04967 De Pasquale: Questioni connesse all'inquadramento e al riconoscimento delle anzianità maturate alle dipendenze degli enti locali dal personale ATA


TESTO DELLA RISPOSTA
L'Atto in discussione riguarda il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) degli enti locali in servizio nelle istituzioni scolastiche, transitato nei ruoli del personale dello Stato ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 124 del 3 maggio 1999; in particolare, l'interrogazione concerne l'attuazione del secondo comma del citato articolo 8, riguardante le modalità di inquadramento dello stesso personale nei ruoli dello Stato.
Sulle problematiche insorte in sede di attuazione della suddetta disposizione della legge 124 il Governo ha più volte riferito in Parlamento, anche in questa stessa sede.
Per brevità di esposizione, non mi soffermerò sul tormentato percorso di attuazione della norma succitata, considerando altresì che le relative vicissitudini sono ben note all'onorevole interrogante. Mi limiterò a ricordare che la nostra Corte Costituzionale, con sentenza n. 234 del 2007, richiamata nell'interrogazione, si era pronunciata in proposito, dichiarando la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate circa la norma di interpretazione autentica contenuta nell'articolo 1, comma 218, della legge n. 266 del 2005 che, in buona sostanza, riconosceva la correttezza dell'operato dell'Amministrazione.
La questione viene ora riproposta a seguito della recente sentenza del 7 giugno scorso della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha censurato la sopra menzionata norma di interpretazione autentica ed ha ravvisato la violazione dell'articolo 6, comma 1, della Convenzione.
A tal proposito, va rilevato che la problematica dell'inquadramento del personale trasferito dagli Enti locali allo Stato (trattasi di circa 70 mila unità) è stata esaminata, oltre che dalla Corte Costituzionale, anche da parte della Corte di Giustizia europea, per altre censure. I due alti consessi, nelle decisioni favorevoli all'Amministrazione, non hanno rilevato alcuna violazione all'articolo 6, comma 1, della Convenzione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
Quanto alla richiesta dell'onorevole interrogante volta a conoscere le modalità alle quali l'Amministrazione intende far ricorso per dare esecuzione alla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo dello scorso 7 giugno, il Ministero sta in atto procedendo alle necessarie valutazioni di competenza, comprese quelle riguardanti i riflessi sul bilancio dello Stato, ai fini delle decisioni da assumere.

enzo