venerdì 9 dicembre 2011

ISCRIVIAMOCI ALL'UNICOBAS

Cari colleghi è ora di scendere in campo,non possiamo più permettere che altri cosiddetti Sindacati Gialli e/o "rosella" ci tutelino. E da qualche tempo che pensavo d´iscrivermi all´Unicobas ma ero restio a farlo in quanto non volevo schierarmi Sindacalmente con nessuno per avere le mani libere visto che rappresento con il Coordinamento un po´ tutti voi con diverse opinioni Sindacali. Come sapete l´Unicobas ha da sempre appoggiato le nostre iniziative Ata -itp ex enti locali,fin dagli albori,dandoci nella sede romana la sala riunioni e la propria disponibilità indicendo a suo tempo uno Sciopero Nazionale da noi richiesto,senza peraltro chiederci mai nulla in cambio .(tesseramenti o quant'altro). Dopo l´ennesima presa di posizione del Responsabile Nazionale Stefano d´Errico al II° Convegno Scuola- IDV Lodi "Il valore della legalità partendo dalla scuola pubblica" a nostro favore e l´impegno non da meno di Paolo Latella Responsabile lombardo Unicobas nonché Responsabile del settore scuola dell'Italia dei valori mi sembra che sia giunta l´ora di dare fiducia a questo sindacato. Quindi personalmente ho aderito a questo Sindacato tesserandomi e cercherò in tutti i modi di rafforzare sindacalmente presentando nella mia scuola la lista RSU unicobas. Infatti c´è un solo modo per affermare la democrazia diretta nelle scuole in un momento in cui la democrazia nel nostro Paese è messa a dura prova: Presentiamo la lista Unicobas Nei nostri istituti e Candidiamoci alle elezioni Rsu Non pensiamo di non essere in grado di svolgere il ruolo di rappresentante sindacale, il sindacato ci sosterrà e guiderà in tutte le fasi precedenti e successive alle elezioni. Non lasciamo che i soliti sindacati decidano su importanti questioni quali la distribuzione del fondo d´istituto e l´applicazione di norme fondamentali del contratto nazionale (assegnazioni ai plessi,permessi, ferie, orari, limite delle attività aggiuntive, etc.). Potremmo far sentire anche nella nostra scuola la voce dell´Unicobas, che i ladri di democrazia inibiscono se il nostro sindacato non ha RSU elette. Assumendo una posizione paritetica col dirigente, difendiamo noi e i colleghi dai possibili abusi di potere che l´applicazione della nuova normativa del ministro Brunetta sulle sanzioni disciplinari verso docenti e ata può produrre. LE ELEZIONI si svolgeranno nei giorni 5-6-7 marzo 2012 e l´8 febbraio 2012 scadrà il termine per la presentazione delle liste. Ora abbiamo bisogno di più forza per cambiare la politica scolastica, sociale (e sindacale) del Paese. Quindi invito chi ha a cuore la nostra causa a dare la propria disponibilità , Iscriviamoci all´Unicobas  e
Candidiamoci come RSU Unicobas.
Enzo

martedì 6 dicembre 2011

INTERPELLANZA URGENTE DELL'ON.LE ANITA DI GIUSEPPE - I.D.V.

Interpellanza urgente Al Ministro dell´Istruzione, dell´Università e Ricerca, per sapere

- premesso che: per effetto della legge n. 124 del 3 maggio 1999, oltre 70.000 lavoratori ausiliari, tecnici, amministrativi (ATA) e insegnanti tecnico-pratici (ITP) sono transitati, con effetto dal 1 gennaio del 2000, dal comparto enti locali ai ruoli dello stato; l'articolo 8 della citata legge n. 124 del 3 maggio 1999 prevede che sia riconosciuta «ai fini giuridici ed economici l'anzianità maturata presso l'ente locale di provenienza»; il decreto interministeriale 5 aprile 2001, con il quale si sono stabilite le procedure per il nuovo inquadramento, ha riconosciuto, invece, al personale citato l'anzianità corrispondente al solo trattamento economico maturato presso l'ente di provenienza (cosiddetto maturato economico), creando, in tal modo, i presupposti per un diffuso contenzioso giudiziario; nel corso degli anni successivi si sono avute numerose sentenze in primo grado e in appello, nella quasi totalità favorevoli ai lavoratori che avevano proposto i ricorsi. Inoltre, nel corso del 2005 anche la Corte di cassazione si pronunciava con una serie di sentenze, tutte ugualmente favorevoli ai lavoratori; con la legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Legge Finanziaria 2006), il Governo Berlusconi ha ribadito con l'articolo 1, comma 218 secondo quella che è stata definita un'«interpretazione autentica» il metodo del maturato economico come sistema per il computo dell'anzianità dei lavoratori transitati, facendo salvi gli effetti delle sole sentenze definitive e bloccando l'immediata esecutività dei dispositivi giudiziari di primo e secondo grado, mortificando, in questo modo, l'operato della magistratura ed i diritti da questa riconosciuti ai lavoratori; la Corte costituzionale, con sentenza 18-26 giugno 2007, n. 234, (Gazzetta Ufficiale 4 luglio 2007, n. 26, 1a Serie speciale), ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 218, sollevate in riferimento, nel complesso, agli articoli 3, 24, 36, 42, 97, 101, 102, 103, 104 e 113 della Costituzione; recentemente la Corte di Cassazione ha chiesto nuovamente l'intervento dell'Alta Corte, sollevando eccezione d'incostituzionalità del comma 218 dell'articolo 1 della Finanziaria 2006, in riferimento all'articolo 117 della Costituzione nonché all'articolo 6 della Convenzione europea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà Fondamentali (Cass. 22260/08), ipotizzando, peraltro, una intromissione indebita nel corretto svolgimento del procedimento giudiziario: «la parità delle parti dinanzi al giudice implica la necessità che il potere legislativo non si intrometta nell'amministrazione della giustizia allo scopo di influire sulla risoluzione della controversia o di una determinata categoria di controversie»; la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo(Cedu-Sentenza Agrati-Milano ) lo scorso 7 giugno, ha sentenziato che l'applicazione retroattiva della legge di interpretazione autentica, pur legittima in linea di principio,contrasta con l'articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, che garantisce il diritto a un processo equo,tale articolo dice chiaramente (l'art. 6 della Convenzione non consente allo Stato, di emanare leggi "interpretative - retroattive" per ottenere delle sentenze favorevoli nei processi in cui l'amministrazione statale sia parte in causa; la Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha infatti affermato che questo comportamento degli Stati viola il principio     dell 'equo processo e della parità delle armi nel processo: proprio come è successo al personale ATA ex EE.LL.) tre mesi dopo - il 6 settembre 2011 - è giunta un'altra sentenza (Scattolon Venezia avvocato Zampieri) favorevole per gli Ata e Itp ex enti locali. Stavolta è la Corte di Giustizia Europea (LUSSEMBURGO) che stigmatizza il peggioramento delle condizioni retributive dei lavoratori trasferiti. La tutela nel caso è assicurata dalla direttiva 77/187/ CEE del 14/02/1977 varata per impedire che i dipendenti coinvolti in un trasferimento d?azienda (così la Corte di giustizia considera il passaggio dagli enti locali allo Stato) "siano collocati in una posizione meno favorevole per il solo fatto del trasferimento". pertanto, la Corte di Giustizia invita il giudice italiano a verificare se questo é avvenuto quando la legge finanziaria 2006, interpretando la legge 124/1999, ha considerato applicabile, dalla data del trasferimento, il Ccnl scuola, senza tuttavia assicurare ai lavoratori un trattamento retributivo corrispondente all'anzianità lavorativa maturata presso il "cedente"; poiché le sentenze sono vincolanti per gli Stati, l´esecutivo dovrà trovare una soluzione; la neutralizzazione dei ricorsi attuata con la finanziaria era intervenuta dopo il verdetto favorevole dei tribunali di primo e secondo grado, i quali avevano stabilito il diritto alle differenze retributive che spettavano ai lavoratori transitati nelle scuole, creando così l'aspettativa di ottenere le somme che sarebbero andate a costituire un bene tutelato dalla Convenzione; gli esiti della cosiddetta interpretazione autentica sono stati disastrosi dal punto di vista della tutela dei diritti dei lavoratori in particolare:
(a) si è creata una disparità di trattamento economico tra lavoratori con identica anzianità e profilo professionale;
(b) il danno economico si protrae per tutta la vita lavorativa, fino alla riduzione dell'importo pensionistico;
(c) molti dei transitati, nel frattempo, sono sotto minaccia di dover restituire le somme percepite, provvedimento che decurterebbe oltre il sopportabile le già basse retribuzioni di questi lavoratori; ammontano probabilmente a poche migliaia i lavoratori ancora esclusi ad effetto di questa legge vessatoria dal godimento del loro diritto ad un corretto inquadramento nel contratto scuola (a tal proposito si ricorda che era stata avviata dal Ministero nel mese di giugno un'inchiesta per stabilire di quali risorse necessitasse l'inquadramento, ma, ad oggi, non se ne ha notizia);
i fondi necessari al riconoscimento dell'anzianità maturata secondo il dispositivo previsto dalla legge n. 124 del 3 maggio 1999, sono stati deviati sul pagamento del salario accessorio dei residui dipendenti degli enti locali; solo per l'anno 2000 circa 114 milioni di euro sono andati in pagamento del salario accessorio: una cifra che avrebbe agevolato il corretto inquadramento di detto personale e che a suo tempo il Ministero dell'istruzione richiese che gli venisse restituita (come confermato dal documento Funzione Pubblica/CGIL, CISL, UIL dell'11 maggio 2006); un primo, parziale, intervento potrebbe intanto avvenire tramite ricompilazione da parte del Ministero dell'istruzione delle schede individuali del personale transitato dagli enti locali allo stato, con l'inserimento del salario di produttività a suo tempo trasmesso proprio dagli enti locali e non tenuto in conto dai singoli Uffici provinciali del Ministero dell'istruzione stesso
-: quali siano gli intendimenti del Governo in riferimento alla problematica in premessa e dunque se non si ritenga necessario intervenire abrogando il comma 218 dell'articolo 1 della legge 266/05, unico vero ostacolo alla corretta ricostruzione di carriera dei lavoratori ATA ex EE.LL. se non ritenga utile predisporre un provvedimento di blocco della riscossione delle somme dovute dai lavoratori in attesa di una risoluzione della questione. On. Anita Di Giuseppe

domenica 27 novembre 2011

ATTO COSTITUTIVO COMITATO ATA - ITP EX ENTI LOCALI

SI RENDE NOTO LA COSTITUZIONE DELL'ATTO COSTITUTIVO COMITATO ATA - ITP EX ENTI LOCALI.
PER POTER LEGGERE L'ATTO COSTITUTIVO COLLEGARSI AL SEGUENTE LINK.

http://www.facebook.com/groups/ataitpexentilocali/?id=10150293917226966
 
MI CORRE L'OBBLIGO RIBADIRE QUANDO PRECISATO DA VINCENZO LO VERSO SU FACEBOOK, CHE L'ADESIONE AL COMITATO E' FACOLTATIVA E QUINDI E' LIBERA SIA L'ADESIONE CHE IL CONTRIBUTO.

APPARE DEL TUTTO EVIDENTE CHE UNA MASSICCIA  ADESIONE DI TUTTI I COLLEGHI EX EE. LL. CONTRIBUIRA' A DARE FORZA ALL'AZIONE RIVENDICATIVA DEI NOSTRI DIRITTI.

VOGLIO RICORDARE A TUTTI I COLLEGHI  L'IMPEGNO PROFUSO DA VINCENZO LO VERSO, IL QUALE CON TENACIA E CON UN GRAN DISPENDIO DI TEMPO E DENARO E' RIUSCITO A MANTENERE SEMPRE VIVA L'ATTENZIONE SULLA NOSTRA QUESTIONE, CON RISULTATI DI CUI BENEFICEREMO TUTTI.
 
 

lunedì 21 novembre 2011

SENTENZA CASSAZIONE DEL 9.11.2011

Vincenzo ITP ex EE.LL.  in pensione, segnala  un'altra sentenza Corte di Cassazione – Sentenza n. 23344/2011 del 9.11.2011
collegarsi al seguente link :


http://www.studiolegalelaw.net/consulenza-legale/34783 

Grazie per la collaborazione . Roberto De Cristofaro.

INTERVENTO DI VINCENZO LO VERSO AL CONVEGNO NAZIONALE SULLA SCUOLA TENUTOSI A LODI IL 21-11-2011

Alla C. a Giulia Rodano Responsabile Nazionale Dipartimento Cultura istruzione Italia dei Valori
On. Anita Di Giuseppe Italia dei Valori
Sen. Luigi Li Gotti Responsabile Nazionale Dipartimento Giustizia
On. Sergio Piffari Segretario Regionale Lombardia Italia dei Valori
Prof. Paolo Latella Responsabile Lombardia Dipartimento Cultura istruzione Italia dei Valori
Stefano d'Errico Segretario Nazionale Unicobas Scuola Alle OOSS Cgil –Cisl-Uil-Snals

Oggetto:il valore della legalità partendo dalla scuola pubblica

Buonasera a tutti,mi chiamo Lo Verso ,sono assistente tecnico e Coordinatore del Comitato Nazionale ata-itp ex enti locali ,sono qui per raccontarvi una delle più incredibili vicende giuridico - sindacali della storia Repubblicana: se pensavate, con i corollari della cosiddetta “Riforma Gelmini” d’aver visto tutto, in cinque minuti vi ricrederete. Questa ingiustizia è stata creata da chi ci ha governato in questi anni con la concertazione di tutti i Sindacati creando una disparità di trattamento ed una sottoretribuzione rispetto ai colleghi assunti dello Stato. La vicenda parte addirittura nel 1970: miracolo economico, FIAT 600 e, proprio nel 1970, nascono le Regioni – previste dalla Costituzione Repubblicana ma mai attuate – ed il governo, retto da Mariano Rumor, organizza le prime elezioni regionali. Subito dopo, nasce (o, meglio, s’aggrava) il problema delle competenze dei nuovi enti, che vengono ridistribuite dall’alto (Stato) o dal basso (Province). Le Province si trovano con un grave deficit di competenze, che potrebbe condurre alla loro sparizione, ed ecco l’Uovo di Colombo: il personale non docente (ATA) delle scuole superiori (solo dei Licei Scientifici e degli Istituti Tecnici non Industriali) passa alla dipendenza delle Province. Nel tempo, il personale scolastico provinciale giunge ad essere circa un terzo sul totale dei dipendenti provinciali: come si può notare, il problema delle Province – oggi così di moda – ha illustri ed antichi precedenti. La prima “grana” giunge dopo pochi anni: le Province assumevano per le scuola anche personale di 6° e, addirittura, di 7° livello definendoli “Assistenti Tecnici” (poi Assistenti di Cattedra) e Insegnanti Tecnico Pratici, con orario settimanale di 36 ore e privi di partecipazione ai vari organi collegiali. La causa, partita da Savona, poi al TAR, infine al Consiglio di Stato, terminò con la vittoria dei ricorrenti che ebbero – al pari dei colleghi degli ITIS – il riconoscimento del ruolo docente: le scuole, però – altra incongruenza fra le tante – non previdero mai i necessari posti nell’organico di diritto. Verso la fine degli anni ’90, soprattutto con il “Decreto Bassanini”, inizia il percorso dell’Autonomia Scolastica ed è evidente che non può esistere, in scuole “autonome”, personale proveniente da varie amministrazioni. Con la legge 124 del 1999 si giunge, infine, all’atteso “passaggio” (una necessità dell’Amministrazione – si rammenta – non richiesta dai lavoratori): art. 8, comma 2…omissis…a detto personale vengono riconosciuti ai fini giuridici ed economici l'anzianità maturata presso l'ente locale di provenienza nonché il mantenimento della sede in fase di prima applicazione in presenza della relativa disponibilità del posto. Insomma, la legge sembra chiara ma, le vicissitudini del governo di centro sinistra – Prodi, poi D’Alema, infine Amato – conducono al “pasticcio” sindacale del 2000, poiché il relatore della legge 124 si è “dimenticato” di segnalare che gli stipendi nello Stato sono un po’ più alti: art 3 comma 1: Ai suddetti dipendenti viene attribuita la posizione stipendiale, tra quelle indicate nell’allegata tabella B, d’importo pari o immediatamente inferiore al trattamento annuo in godimento al 31-12-1999…omissis… In sintesi, il concetto della legge 124/99 viene ribaltato: non è più l’anzianità di servizio a determinare lo stipendio, ma l’ultimo stipendio percepito in Provincia a determinare l’anzianità, ai fini stipendiali, nello Stato! Cosicché, persone con 20 anni d’anzianità si vedono “retrocesse” a 2. Va bene che gli zeri non contano, ma…( Il tutto, quindi, è stato causato da un semplice “accordo sindacale” (Cgil-Cisl-Uil e SNALS firmavano un ‘accordo con l’Aran che, stravolgendo la ratio della L. 124/1999) Infatti, se nessuno avesse siglato accordi, il personale menzionato sarebbe stato trasferito (come sempre avvenuto nei casi di trasferimento d’Azienda) attraverso il meccanismo dell’art. 2112 c.c., cioè in modo normale e con ogni diritto maturato) Contro tale obbrobrio, da subito ci siamo attivati legalmente e migliaia di ricorsi sono stati presentati ai Giudici del Lavoro – la nuova normativa li ha sottratti ai TAR – che sentenziano, in larga parte, a favore dei lavoratori. La vicenda continua negli Appelli e, infine, approda in Cassazione. La Corte di Cassazione, dopo approfondita analisi, conclude che la legge 124 è preminente rispetto all’accordo del 2000 (peraltro, definito “provvisorio” anche dagli estensori) e dunque sentenzia, in modo univoco ed erga omnes, che i lavoratori hanno ragione. Tutto a posto? Colpo di scena. Per non dover metter mano al portafogli, il Governo Berlusconi, a fine 2005, inserisce nella finanziaria per il 2006 il comma 218:Il comma 2 dell'articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, si interpreta nel senso che il personale…è inquadrato…sulla base del trattamento economico complessivo in godimento all'atto del trasferimento, con l'attribuzione della posizione stipendiale di importo pari o immediatamente inferiore al trattamento annuo in godimento al 31 dicembre 1999…E' fatta salva l'esecuzione dei giudicati formatisi alla data di entrata in vigore della presente legge. Insomma, si torna a riproporre l’accordo del 2000, già ignorato dalla Cassazione ma con una postilla non da poco: si tratta di una “interpretazione autentica”, ossia il Governo pretende di dare una nuova “interpretazione” ad una norma di 6 anni prima! E la non retroattività delle norme? Spassoso, poi, il finale: chi ha già una sentenza definitiva, è fuori. “Chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scurdammoc’e ‘o passato, salutamm’e paisà”. Il nostro grande Cavaliere ci ha abituati a questo ed altro. Partono i ricorsi alla Corte Costituzionale, l’evidenza del vulnus giuridico appare lampante, ma…qui c’è il gran “buco nero” di ben due sentenze della Corte Costituzionale sfavorevoli ai lavoratori (n°234 del 2007 e n°311 del 2009). Le motivazioni delle sentenze – le firme di mandato per l’Avvocatura dello Stato, è bene ricordarlo, sono una di Berlusconi e l’altra di Prodi – sono più fumose della nebbia in Valpadana. A pensar male, alcuni giudici della Corte Costituzionale andavano a cena dal Caimano…ma la questione pare fermarsi qui. Qualcuno, pensa: in Europa, cos’avranno da dire? Eh, ne hanno. Partono i ricorsi alla magistratura Europea – è bene ricordarlo, nel quasi silenzio nazionale: oramai tutti danno il personale ex Enti Locali per spacciato, il mondo finisce con la Corte Costituzionale – e, ironia della sorte, i magistrati europei (con ben due sentenze, Agrati e Scattolon) danno ragione ai lavoratori sentenziando, in breve, che la cosiddetta “interpretazione autentica” del Cavaliere era un semplice escamotage per non dover cacciar soldi. D’altro canto, abbiamo conosciuto bene personaggi come la Gelmini e Brunetta. Infatti la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo(Cedu-Sentenza Agrati-Milano ) lo scorso 7 giugno, ha sentenziato che l'applicazione retroattiva della legge di interpretazione autentica, pur legittima in linea di principio,contrasta con l'articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che garantisce il diritto a un processo equo,tale articolo dice chiaramente (l’art. 6 della Convenzione non consente allo Stato, di emanare leggi “interpretative - retroattive” per ottenere delle sentenze favorevoli nei processi in cui l’amministrazione statale sia parte in causa. La Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha infatti affermato che questo comportamento degli Stati viola il principio dell’equo processo e della parità delle armi nel processo: proprio come è successo al personale ATA ex EE.LL.) La neutralizzazione dei ricorsi attuata con la finanziaria era, infatti, intervenuta dopo il verdetto favorevole dei tribunali di primo e secondo grado, i quali avevano stabilito il diritto alle differenze retributive che spettavano ai lavoratori transitati nelle scuole, creando così l’aspettativa di ottenere le somme che sarebbero andate a costituire un bene tutelato dalla Convenzione. Scettici i giudici di Strasburgo anche sul vero scopo della manovra,che, a loro avviso, non era quello di colmare la lacuna legislativa per evitare una disparità di trattamento tra impiegati, ma era in realtà quello di salvaguardare l'interesse finanziario dello Stato minacciato dai ricorsi pendenti. Tre mesi dopo - il 6 settembre 2011 - è giunta un’altra sentenza (Scattolon Venezia avvocato Zampieri)favorevole per gli Ata e Itp ex enti locali. Stavolta è la Corte di Giustizia Europea (LUSSEMBURGO)che stigmatizza il peggioramento delle condizioni retributive dei lavoratori trasferiti. La tutela nel caso è assicurata dalla direttiva 77/187/ CEE del 14/02/1977 varata per impedire che i dipendenti coinvolti in un trasferimento d’azienda (così la Corte di giustizia considera il passaggio dagli enti locali allo Stato) “siano collocati in una posizione meno favorevole per il solo fatto del trasferimento”. Detto questo, la Corte di Giustizia invita il giudice italiano a verificare se questo é avvenuto quando la legge finanziaria 2006, interpretando la legge 124/1999, ha considerato applicabile, dalla data del trasferimento, il Ccnl scuola, senza tuttavia assicurare ai lavoratori un trattamento retributivo corrispondente all'anzianità lavorativa maturata presso il "cedente". Come si vede, lo stato italiano è stato pesantemente bastonato dalle due sentenze di ambito europeo e, poiché le sentenze sono vincolanti per gli Stati, l’esecutivo dovrà trovare in brevissimo tempo una soluzione. Ci sono voluti i pronunciamenti della corte europea dei diritti dell'uomo e della corte di giustizia dell'Unione Europea ma alla fine, sembra, che la questione degli ATA e ITP si stia avviando verso una conclusione positiva. Per conseguenza delle sentenze europee, la Corte di Cassazione comincia di nuovo a sentenziare a favore dei lavoratori, poiché ritiene preminente la giurisprudenza europea su quella nazionale. Infatti lo scorso 12 ottobre è stata depositata la sentenza n. 20980 della Corte di Cassazione con la quale vengono recepiti i principi stabiliti dalle corti europee e si dà indicazioni ai tribunali di 1° e 2 ° di tenere conto di questi principi nel formulare le sentenze riguardanti i ricorsi degli ATA ed ITP ex dipendenti degli enti locali, transitati a forza tra i dipendenti statali, senza che fosse loro riconosciuta l’anzianità di servizio pregressa. Adesso, cosa succederà? Ci sembra, a questo punto, che tutto il parlamento debbano prendersi carico della situazione ma non più a parole o a semplici ordini del giorno come quello approvato alla camera (Nella Finanziaria per il 2008, all'art. 3, comma 147, si preveda che, in sede di rinnovo contrattuale, sia “... esaminata anche la posizione giuridico-economica del personale ausiliario, tecnico e amministrativo trasferito dagli enti locali allo Stato in attuazione della legge 3 maggio 1999, n. 124.”) E’ chiaro che, dopo tanta confusione, è necessario un intervento chiarificatore: il quale, però, non può prescindere dal riconoscere che – al termine del contenzioso giuridico – i lavoratori hanno visto riconosciuti i loro diritti. Sono dunque necessari due interventi: uno di natura giuridica e l’altro di natura economica. Giurisprudenza Dopo le sentenze europee, è assolutamente prioritario che il tristemente famoso comma 218 della Finanziaria 2005 sia abolito e, per contrappasso, sia inserita nella normativa italiana un articolo di legge che confermi la ricezione della giurisprudenza europea, ossia che i lavoratori hanno diritto al riconoscimento dell’anzianità per intero, senza ulteriori trucchi. Interventi economici Dopo il comma 218, la situazione dei lavoratori ex EELL ha visto materializzarsi più situazioni, distinte secondo la maturazione dei percorsi giuridici, dal trascorrere del tempo e dalle nuove interpretazioni fornite dalla giurisprudenza europea: c’è chi ha una sentenza, positiva o negativa, passata in giudicato, chi è nell’attesa d’ulteriori gradi di giudizio, chi è andato in pensione con i trattamenti più disparati. Insomma, una Torre di Babele. Senza un intervento politico – seguendo solo la via giudiziaria – negli anni a venire matureranno una serie di sentenze, poi di ricorsi, fino alla cancellazione delle sentenze avverse, poiché la magistratura europea sentenzia erga omnes e senza ulteriori appelli Le situazioni più scabrose – da sanare subito – sono quelle dei lavoratori che avevano vinto in un grado di giudizio, s’erano visti riconoscere lo stipendio aggiornato e gli arretrati e poi – a causa del famigerato comma 218, oggi considerato un pateracchio giuridico in Europa – si sono visti richiedere indietro quei fondi: ci sono persone che sono state costrette ad ipotecare la casa, oppure andate in pensione con poche centinaia di euro il mese. Il primo intervento, quindi, deve bloccare le restituzioni e restituire – al più presto – quei fondi ai lavoratori. Subito dopo, sanare le incongruenze previdenziali derivanti dalla sciagurata vicenda. Subito dopo, bisognerà intervenire per aggiornare alle nuove interpretazioni giuridiche gli stipendi e, infine, provvedere a sanare il passato, ossia calcolare e pagare ai lavoratori gli arretrati compresi gli interessi giuridici dovuti. Siamo coscienti che le attuali condizioni economiche non sono certo le migliori ma ricordiamo anche che – in tempi di “vacche grasse” – invece di sistemare le questioni si preferì inventarsi arzigogoli giuridici come il “comma 218”. Perciò, se si tratterà di definire un percorso per mettere fine al problema siamo disponibili senza, però, dimenticare che noi, semplici lavoratori, “disponibili” (e pazienti) lo siamo dal 1999. Un ringraziamento particolare vanno ai nostri Avvocati cito per tutti l’avvocato Sullam di Milano e l’avvocato Zampieri di Venezia e alla decisione di parecchi lavoratori di difendersi fino in fondo Ringrazio i Dirigenti e i Parlamentari dell’idv che in questi anni ci hanno supportato presentando diverse interrogazioni parlamentari a sostegno della nostra situazione e l’invito nel contempo a proseguire al nostro fianco ad presentare in parlamento ,al Ministro Monti ,al Ministro Profumo delle proposte politiche per la definizione di questa ingiustizia . Ringrazio il prof. Latella il nuovo coordinatore idv della Lombardia per l’opportunità che ci ha riservato in questo Convegno. Grazie per l’attenzione.
Lodi 21-11-2011
Comitato Ata-itp ex enti locali Vincenzo Lo Verso Cell 3497293449

mercoledì 16 novembre 2011

INVITO DI VINCENZO LO VERSO

Cari colleghi, segnalo che il responsabile della Lombardia Unicobas nonché responsabile del Dipartimento Istruzione dell'Italia dei Valori Lombardia Prof. Paolo Latella ha organizzato : un Convegno Nazionale sulla scuola che si terrà a Lodi c/o il Liceo Classico Verri in via San Francesco - Lunedì 21 novembre 2011 alle ore 20,00... breve rinfresco e poi alle 20,30 inizieremo con i relatori. Si Parlerà di legalità... di scuola... di democrazia...e anche del nostro problema ex enti locali. Credo che sia molto importante che una delegazione fosse presente all´evento,in quanto l´Unicobas alla luce delle Sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani del 7/6/2011 e della Corte di Giustizia Europea del 6/9/2011 è disponibile ad aprire le vertenze legali collettive ed individuali per far riconoscere, a detto personale docente e non docente, l'intera anzianità pregressa maturata presso l'Ente di provenienza, ripristinando i diritti violati degli interessati da parte dello Stato. Quindi invito tutti i colleghi della zona di Milano alla partecipazione. Parteciperanno: Sen. Luigi Li Gotti Responsabile Nazionale Dipartimento Giustizia Italia dei Valori On. Sergio Piffari Segretario Regionale Lombardia Italia dei Valori Giulia Rodano Responsabile Nazionale Dipartimento Cultura e Istruzione Italia dei Valori Stefano d'Errico Segretario Nazionale Unicobas Scuola Giuseppe Teri Referente formazione Libera Milano Salvatore Sias Docente di diritto Italia dei Valori Lodi

sabato 5 novembre 2011

PERSONALE EX EE.LL. TRANSITATO NEI RUOLI DELLO STATO

Fonte il sole 24 ore del 30 marzo 2000 n° 71 pagina 29

Collaboratori Scolastici           61.853
Assistenti Amministrativi          5.322
Assistenti tecnici                        1.409
Dsga                                            1.132
ITP                                             1.307
TOTALE ATA-ITP                   71.023

IN SERVIZIO OGGI CIRCA 40.000