lunedì 20 aprile 2009

COMUNICATO STAMPA

Disagio sociale: sulla soglia della povertà


Un grido di dolore si alza dall’Italia e pare che nessuno s’accorga di noi: un muro di gomma rimbalza sul nostro problema e su un diritto sancito per legge, dalla legge 124/99.

Siamo i lavoratori ex Enti Locali della Scuola, transitati allo Stato nel 2000, cui il governo Berlusconi ha negato una equa ricostruzione di carriera, cancellando con un colpo di mano i processi che avevano riconosciuto i diritti dei lavoratori.

In questi tempi di tagli e controriforma della scuola, sopravvive un gruppo, un guscio di noce che naviga nella tempesta, sballottato tra alterne vicende sindacali e giudiziarie, che proviamo riassumere in queste poche righe.

Stiamo parlando della storia di decine di migliaia di lavoratori, passata sotto silenzio in tutti questi anni: sono ausiliari, tecnici e amministrativi (ATA) e insegnanti tecnico-pratici (ITP), transitati dagli Enti Locali allo Stato il 1-1-2000 per effetto della legge 124/99.

La legge prevedeva che fosse riconosciuta “ai fini giuridici ed economici l'anzianità maturata presso l'Ente Locale di provenienza”; questo non è avvenuto ed è cominciata l’odissea: lavoratori con identica anzianità e profilo professionale del personale già statale sono stati inquadrati con stipendi anche di centinaia di euro inferiori. Naturalmente, in molti hanno tentato di far valere i loro diritti nei tribunali e vi erano quasi riusciti nel corso dell’anno 2005, quando la Corte di Cassazione, con 8 sentenze tutte favorevoli, sembrava aver decretato il successo dei ricorsi.

Qui è intervenuto il mini-golpe dell’esecutivo, che ha fatto da battistrada ai molti che sono venuti in seguito ed hai quali ci hanno abituato i vari governi Berlusconi che si sono succeduti in questi anni, dopo aver assistito all’inerzia connivente dei governi di centro sinistra.
Con una legge di “interpretazione autentica” (266/05) si sono sovvertite le sentenze emesse in sede giudiziaria, condannando i lavoratori a quel limbo in cui si trovano ancora oggi: molti di loro stanno restituendo le somme percepite in un primo momento come effetto delle sentenze favorevoli, e tutti gli altri vedono allontanarsi la soluzione.

Disagio Sociale: alle soglie della povertà da Trieste a Trapani

Durante il nostro sfortunato percorso purtroppo siamo incappati a diversi Direttori Provinciali dei Servizi Vari del Ministero dell'Economia delle Finanze, che rasentando l'abuso di potere non ci ha concesso di restituire somme che vanno dai 32.000 ai 51.000 Euro dilazionandoli in cinque anni. Nemmeno la rateizzazione! Lo Stato vuole, dopo aver truffato le carte, l’intera posta e subito!

Purtroppo, neanche l'intervento d’alcuni politici, dell'Avvocatura dello Stato, degli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali – che già avevano dato inizio alla pratica con la trattenuta del V dello stipendio (circa 300 Euro al mese) con lo stipendio di dicembre 2008 – è riuscita a smuovere qualcosa: entro il mese d’aprile dovremmo versare in un'unica soluzione cifre che vanno dai 14.000 ai 22.000 Euro. Una catastrofe per le famiglie, proprio mentre si sbandiera che “per la crisi economica nessuno verrà lasciato a terra”.
Noi non possiamo essere “lasciati a terra”: già ci siamo.

Questa è la vicenda in estrema sintesi. Ora, sappiamo che i più penalizzati dall’ attuale politica di tagli saranno i precari, ma noi ATA e ITP ex EE.LL. siamo quasi al loro stesso livello; loro ultimi, noi penultimi. Magari non rischiamo il posto: per noi, come per loro, lo sfruttamento e le ingiustizie sono una realtà con la quale dovremo fare i conti fino alla pensione, e anche oltre.
Sembra paradossale: lavoratori statali di ruolo, i garantiti per antonomasia, hanno subito questa sorte di “precarizzazione”.
Non si tratta di un’analogia puramente retorica: i precari della scuola sono coloro che non hanno diritto, finché non entrano in ruolo, alla ricostruzione di carriera con conseguente diritto all’anzianità di servizio; è esattamente quello che è successo ad ATA e ITP ex EELL!
Anzi, se vogliamo, per certi aspetti abbiamo addirittura diritto ad una minor considerazione, perché è di pochi mesi fa la notizia di una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che si spera farà giurisprudenza, che sancisce la parità di diritti dei precari rispetto al personale di ruolo.
Noi questa parità di trattamento ce la sogniamo da 10 anni e siamo costretti a sperare che la giustizia europea sappia fare quello che la magistratura italiana non ha voluto o saputo fare (dopo anni finalmente il tribunale di Milano ha chiesto la pronuncia dell’Alta Corte di Giustizia Europea sulla nostra vicenda).

VI CHIEDIAMO DI AIUTARCI A FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE PERCHE’ NEL MONDO DELLA SCUOLA ITALIANA ESISTONO PURTROPPO ANCHE QUESTE REALTA’

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Per Il Coordinamento Nazionale ATA e ITP ex EELL
Vincenzo Lo Verso

Crema, 20 Aprile 2009

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